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Aspetti contrattuali

Ogni immobile in Italia può essere acquistato stipulando un contratto scritto firmato davanti a un notaio e da questi certificato. Il notaio è un pubblico ufficiale, ha il monopolio della legge in materia di vendita immobiliare e ha la facoltà/dovere di controllare che tutta la documentazione sia valida e funzionale alla transazione. Il contratto di vendita viene sottoscritto e poi immediatamente registrato presso il competente Ufficio delle Entrate. Se ci si avvale dei servizi di una società immobiliare, dopo aver trovato un immobile adatto alle proprie esigenze e un accordo sul prezzo, normalmente viene redatta una “proposta di acquisto” in cui verranno indicati prezzo, rate dei pagamenti, modalità di corresponsione delle somme, eventuali pianificazioni di finanziamenti, data entro cui finalizzare la transazione e notifica del pagamento di una minima somma di deposito a dimostrazione di un solido interesse nell’acquisto dell’immobile. A seguito dell’accettazione della suddetta proposta, verrà stilato un nuovo documento detto “preliminare di compravendita” o “compromesso” in cui saranno annotate tutte le intenzioni e gli accordi presi dalle parti che serviranno poi per la stesura del documento finale di vendita o “rogito”.

Ancora una volta, è necessario che questo documento sia convalidato tramite registrazione presso l’Ufficio delle Entrate. A questo livello della trattativa l’acquirente è tenuto a versare al venditore una somma pari circa al 20/30% del prezzo totale. Questa somma sarà trattenuta dal venditore a titolo di copertura danni per mancata vendita, qualora l’acquirente non intendesse onorare il contratto di acquisto sottoscritto. Diversamente, se il venditore rifiutasse di procedere secondo gli accordi già sottoscritti, sarebbe tenuto per legge a restituire il deposito e a pagare la medesima somma a copertura dei danni per mancata vendita. Si consiglia di effettuare sempre il pagamento tramite assegno circolare o assegno non trasferibile intestato al proprietario dell’immobile. L’atto conclusivo o rogito è firmato in presenza di un notaio solo dopo il saldo di tutte le spettanze concordate.